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Come essere nelle prime posizioni di Google

Un buon posizionamento nei motori di ricerca non è mai frutto del caso, ma di un lavoro ben fatto.

Primi su Google Pubblicato su “L'impresa di comunicazione” n°36, 2009, pagg. 10-11.


Come anticipato nell'articolo d'esordio di questa rubrica sul web (Che mondo sarebbe senza i motori di ricerca, L'Impresa di Comunicazione, n. 35), approfondiamo il discorso sui motori di ricerca per capire come ottimizzare un sito web e le sue pagine interne affinché siano visibili nelle prime posizioni di Google. Premetto che, per esigenze di spazio e considerata la vastità dell'argomento, saremo costretti ad una panoramica non troppo dettagliata ma che comunque toccherà tutti i punti più salienti, anche in maniera tecnica.

IL CONCETTO DI OTTIMIZZAZIONE
Cosa si intende per “ottimizzazione”? Personalmente considero tale attività come un lavoro meticoloso volto alla cura dei minimi dettagli (per lo più tecnici) durante l'intero processo di realizzazione (e non solo) di un sito web. Lo scopo è di non lasciare nulla al caso. Mi spiego meglio. Un sito web è composto da diversi elementi (dominio, contenuti, immagini, ecc...), tutti con finalità e caratteristiche diverse tra loro. La scelta di tali elementi, quindi, non deve essere casuale ma strategica ed oculata. Paradossalmente ogni decisione deve essere presa in considerazione degli utenti finali e di cosa sia meglio per loro, senza essere legati troppo ai motori di ricerca. Quindi niente trucchi per apparire primi! L'obiettivo è costruire un sito web ben fatto ed utile.

QUANDO E PERCHÉ OTTIMIZZARE?
Qualcuno potrebbe chiedersi a cosa serva l'ottimizzazione, in che contesto applicarla e quando. Sono del parere che tale attività andrebbe fatta sempre, per ogni lavoro e per ogni Cliente in quanto porta nuovi visitatori (potenziali clienti), incrementando il business e promuovendo il brand aziendale nella Rete.
Una prima ottimizzazione andrebbe fatta a monte, durante la progettazione e la creazione delle pagine. “Un lavoro di labor limae”, direbbero i latini ed in particolare Orazio che sottolineava l'importanza dell'attività di revisione meticolosa prima della divulgazione dei suoi versi. Se il proverbio “chi ben comincia è a metà dell'opera” conferma la nostra precedente affermazione, non va dimenticato che l'ottimizzazione dovrebbe essere fatta in maniera iterativa (ad esempio mensilmente), anche per un sito web avviato, quando si hanno a disposizione elementi in più ottenuti dall'analisi delle statistiche interne.

GLI ELEMENTI
Entriamo nel vivo dell'argomento analizzando nel dettaglio gli elementi che determinano una buona visibilità sui motori di ricerca. Ricordiamo, però, che la posizione su un motore di ricerca come Google è il risultato finale ottenuto da un algoritmo matematico, dinamico e in parte segreto, che spesso cambia – e detta - le regole del gioco. Pertanto le indicazioni che troverete si basano sull'esperienza personale, ed indiretta, e potrebbero essere già leggermente cambiate alla vostra lettura.
Abbiamo raggruppato gli elementi in gioco in sei macrocategorie: il dominio e le url, il server, il codice (X)HTML, i contenuti, i link e gli strumenti esterni.

IL DOMINIO E LE URL
Ogni sito web possiede un dominio che lo identifica nella Rete. È buona norma registrarne uno che contenga il nome dell'attività e che non sia troppo lungo (mettetevi sempre dalla parte dell'utente che deve digitarlo sul proprio browser!). Se possibile, inserite nel dominio almeno una parola chiave collegata all'attività. Per l'estensione, invece, è preferibile optare sia sul .it che sul .com (che in alcuni casi sembrerebbe avere più rilevanza), se ancora liberi.
Anche le pagine interne al sito possiedono un loro indirizzo univoco ed un loro nome (es: pagina.html). In questo caso l'URL dovrebbe essere ottimizzata preferendo delle parole chiave a termini generici o privi di senso. Vale la pena di citare la tecnica dell'URL rewriting con la quale si è soliti trasformare indirizzi di pagine dinamiche spesso incomprensibili e con caratteri speciali (?, &, =) in indirizzi statitici con keyword utili per i motori di ricerca (esempio di una URL ben scritta: w w w .unicomitalia.org/agenzie-comunicazione-unicom/regione/Lombardia/ ).

IL SERVER
Ogni sito web ha un server che lo ospita. Sebbene la tendenza attuale sia quella di acquistare servizi di hosting a prezzi irrisori (20,00 Euro l'anno, n.d.r. ), non sempre questa scelta al risparmio porta buoni frutti. Puntare su un server affidabile e performante è fondamentale per la vita stessa del sito web e per la sua ottimizzazione. Come detto nel primo articolo, gli spider dei motori di ricerca indicizzano i siti web durante le ore notturne quando c'è poca attività in Rete. Se in quelle ore il server è “fuori uso” - a vostra insaputa! - o comunque non è raggiungibile, lo spider non potrà visitarlo per scansionare i contenuti presenti al suo interno. Inoltre alcuni motori, in primis Google, possono avere diverse velocità di scansione del sito con l'obiettivo di indicizzare il maggior numero possibile di pagine ad ogni visita. Questa attività, però, può saturare la larghezza di banda del server, causando i famosi “colli di bottiglia” (troppe richieste in un dato istante) o dei downtime (servizio al momento non disponibile). Occhio al server, dunque!

IL CODICE (X)HTML
L'HTML (HyperText Markup Language) è il linguaggio usato per descrivere la struttura delle pagine web. L'X-HTML è una sua evoluzione, conforme ad un altro linguaggio standard: l'XML. Costruire una pagina web con del codice pulito, leggero e validato secondo gli attuali standard della W3C è sicuramente un buon inizio. Di contro i siti web realizzati con altre tecnologie proprietarie (come Adobe Flash) hanno dei notevoli limiti di visibilità sui motori di ricerca.
In passato un sito realizzato in Flash era pressoché escluso da Google in quanto considerato come un unico “blocco” con dei contenuti senza alcun valore semantico. Tuttavia è notizia recente che nel giro di qualche anno Google riuscirà ad indicizzare correttamente i contenuti presenti nei siti in Flash, anche se - personalmente - credo con risultati non paragonabili a quelli ottenuti con pagine scritte in (X)HTML standard.
Se i famosi meta-tag (description e keywords) hanno ormai poca rilevanza per il posizionamento, hanno un alto valore semantico tag quali: title e h1/6: se usati correttamente possono contribuire a far salire una pagina in prima posizione nel giro di poche settimane.
Per quanto riguarda il layout della pagina è preferibile usarne uno table-less costruito utilizzando il tag “div”. Infatti, sebbene le classiche tabelle siano molto facili da implementare e quasi sempre cross-browser (“compatibili con tutti i browser”), richiedono la scrittura di molto codice appesantendo non di poco la pagina. Ai leggeri “div”, sintatticamente corretti, vanno associati i CSS (“fogli di stile in cascata”) che definiscono stili, forme e colori della pagina.

I CONTENUTI
I contenuti sono il pane quotidiano dei motori di ricerca. Ciò non vuol dire riempire la pagina di testo tanto da obbligare l'utente ad usare ripetutamente la scomoda barra laterale. Un buon contenuto per il web è scritto in italiano corretto con frasi brevi e non troppo articolate, suddiviso in paragrafi ben distinti tra loro, dotati di sottotitoli, parole chiave in grassetto e link a pagine interne e a siti esterni (per approfondimenti sui link si legga il prossimo paragrafo, n.d.r. ). Se possibile, cerchiamo di usare tutti i sinonimi delle parole chiave scelte, affinché la pagina possa essere trovata anche da utenti non propri del settore. Se il testo prevede degli elenchi, usiamo i tag specifici (ul ed ol), idem in presenza di definizioni (dl) ed acronimi (acronym).
Cerchiamo di usare oculatamente anche delle immagini ottimizzate - e pertanto non troppo pesanti in termini di kilobyte - obbligatoriamente in formati standard (JPG, GIF e PGN). Se possibile, associamo all'immagine un testo alternativo usando l'attributo “alt”: diamo una spiegazione testuale a ciò che la foto rappresenta, usando anche (e non solo!) qualche parola chiave.

I LINK
I link, insieme ai contenuti, fanno la differenza nel campo dell'ottimizzazione. Prima di tutto è necessario creare una buona rete interna al sito affinché tutte le pagine siano ben collegate tra loro senza che nessuna risulti isolata dalle altre. Per quanto riguarda i collegamenti esterni bisognerebbe fare attenzione a cosa si segnala. Infatti linkare un sito web esterno con bassa reputazione (leggasi PR), potrebbe influire, o addirittura peggiorare, la nostra. Tuttavia con qualche piccolo accorgimento tecnico (rel=“nofollow”) è possibile evitare ciò ed avere dei contenuti multimediali ed usabili per l'utente. Ricordiamoci anche di assegnare un title descrittivo ed esplicativo ad ogni lin, cercando di collegare siti web con contenuti affini al nostro.

STRUMENTI ESTERNI
Nella Rete, soprattutto con l'avvento del Web 2.0, esistono diversi strumenti utili per promuovere un sito web e i suoi contenuti, a partire dagli RSS feed. Questo popolare formato per la distribuzione di contenuti è in realtà ancora poco usato consciamente dagli utenti (italiani). Riconoscibile e ben visibile dal caratteristico logo arancione, l'RSS è tecnicamente un file XML contenente delle notizie strutturare con dei campi prestabiliti (titolo, testo, data di pubblicazione, ecc...). Google ed altri motori di ricerca sono in grado di leggere anche gli RSS; pertanto inseriamo un link alla nostra fonte RSS nei meta-tag del nostro sito web...
Non sottovalutiamo, invece, gli strumenti gratuiti offerti proprio dal colosso di Mountain View ed in particolare Google Sitemap (da non confondere con la classica “mappa del sito” contenente un indice delle sezioni principali). La Google Sitemap è un file, scritto sempre in XML, con i link di tutte le pagine che si desidera far scansionare. Ad ogni pagina è associata anche una priorità per dare maggiore importanza alle novità.
A tutti questi elementi potremmo aggiungere, infine, il peso che i motori di ricerca attribuiscono in termini di traffico di visitatori. Se un sito web ha un numero elevato di utenti che visitano molte pagine impiegando diversi minuti di lettura, è molto probabile che Google lo preferisca rispetto ad un sito web “sconosciuto”, classificandolo come “interessante”.
Possiamo concludere ricordando il “segreto” principale per una buona ottimizzazione: la cura dei dettagli deve essere rivolta in primo luogo all'utente finale e solo successivamente ai motori di ricerca.



@darutigliano

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Daniele Rutigliano

Amministratore della web agency Aproweb. Autore dei libri "E-commerce vincente" e "Magento" per Hoepli. È docente presso la School of Management dell'Università LUM e conta più di 500 ore di formazione in aula.
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